•    Non correre in metro: quando sei sulle scale che portano al binario della metro e senti che sta arrivando il treno, procedi normalmente. Soprattutto di sabato e domenica. Non stai scappando da una bomba; entro pochi minuti passerà un altro treno. Quindi stai calmo. A volte è un impulso misterioso che scatta e ti fa correre, che non riesci a controllare. Ma trova la motivazione per placarlo. Io ho trovato la mia per farlo: ogni volta penso “Non sono di Milano quindi non corro come gli altri se sento arrivare il treno”. Motivazione geografica.
Voi trovate la vostra.

•    Non sbuffare: sull’onda del punto precedente: non sbuffate se siete in coda alla cassa o da qualsiasi altra parte e per qualche minuto c’è un intoppo: in cassa la sciura non trova la tessera sconti e perde tempo? La cassiera impiega mezz’ora per contare i buoni pasto usati per pagare? Perdere 3 minuti non vi nuocerà. E’ l’occasione per riposare il cervello 3 minuti prima di correre a prendere la metro ..ops. (Scherzo! Vedi punto precedente).

•    Abbandona i cliché: lascia perdere le solite storie su Milano che la gente è fredda e cose così. Conosci le persone singolarmente, poi ne riparliamo. Tutto il mondo è paese: scoprirai che non siamo che “abitanti”, solamente. Stessa razza. Almeno così avrai materiale per crearle tu delle storie su Milano.

•    Frequenta i parchi e i giardini: a Milano ci sono molti parchi e giardini perlopiù ben tenuti. Certo il parco Sempione è il più noto. Ma io suggerisco anche altri giardini: ad esempio il giardino della Guastalla (Via Francesco Sforza) è uno dei più antichi giardini pubblici di Milano. Oppure Il Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte (ex Giardino della Villa Comunale) situato in via Palestro di fronte ai Giardini Pubblici Indro Montanelli, alle spalle del P.A.C.. All’ingresso un cartello informa che gli adulti possono entrare solo se accompagnati da bambini. Se non siete forniti di pargolo, potete violare la regola come io faccio sempre e addentrarvi: le panchine più interne sono l’ideale per…quello che vi pare!

•    Capisci il Campari. A Milano è stato inventato il Campari. Ha un gusto tutto suo e non a tutti piace. Lo so. Però è una bevanda che va capita pian piano e quando succede, non puoi non apprezzarla. Due consigli: 1 – visitare la galleria Campari a Sesto san Giovanni. L’ex stabilimento produttivo, divenuto oggi un museo che raccoglie la storia della mitica bevanda e delle sue varianti, attraverso le campagne pubblicitarie della sua storia ultracentenaria. Potrai ammirare dalla mitica bottiglietta di Depero, ai manifesti e disegni ideati da Cappiello, Munari, Dudovich e tanti altri. Un viaggio tra la genialità italiana degli ultimi 150 anni e la grande visione di un marchio da sempre  amico degli artisti. A proposito, è gratis! Il secondo consiglio è chiaramente di gustarlo: Americano, Sbagliato, Negroni in tutti i modi! Una capatina al Camparino in galleria ci sta tutta. Nei sotterranei di quel locale (che originariamente era nell’angolo opposto) pare sia stata inventata questa bevanda.

•    Bighellona. a piedi o in bici, senza meta. E’ il modo migliore per conoscere la città, i quartieri e le strade e vedere le cose che esistono: oltre piazza Duomo c’è di più.

•    Stai in superficie. (collegato al punto precedente) usare i mezzi di superficie aiuta a vedere delle cose che altrimenti non vedresti. Con la metro passi da un posto all’altro senza capire cosa c’è in mezzo. Solo un tubo nero. In tram e in bus invece ti guardi intorno mentre vai e magari vedo posti dove deciderai di tornare. A me succede sempre. Parola di abbonato ATM.

•    Infilati nei vicoli e nei portoni. è così che ho scoperto dei piccoli angoli di tranquillità e palazzi fantastici. Ricordati, la bellezza delle cose ama nascondersi.

•    Pensa oltre l’aperitivo. oltre l’aperitivo c’è di più! C’è una larga offerta di musei, teatri e locali dove sentire musica. Insomma, puoi trovare l’altra Milano, da alternare a oltre quella solita. Così da crearti la tua città.

•    Parla con gli sconosciuti. scambiare due parole con il barbiere, la cassiera, il tassista. Niente ti da il polso della città come questo. In fondo il primo social network è proprio questo.