1. Cos’è il Bitcoin. (Le basi: se non diventerai il Gordon Gekko della cyber finanza, potrai almeno fare bella figura con i tuoi amici geek ed economisti).

Il Bitcoin è una moneta virtuale (anche se ci sarebbe parecchio da discutere già su questo punto) creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, un fantomatico giapponese di cui non si sa quasi nulla, nemmeno se esista davvero. Il Bitcoin non è stampato da una banca centrale, ma emesso all’interno di una rete peer-to-peer, dove tutti contano allo stesso modo e nessuna autorità può manipolare il valore della moneta. Le transazioni avvengono seguendo un sistema crittografato, che prevede una serie di chiavi pubbliche e private, attraverso il quale vengono impediti  la contraffazione e il furto e che permette al solo proprietario di spendere il suo soldino.

2. Come si ottiene. Per guadagnarvi il vostro onesto Bitcoin, dovrete faticare come minatori chini a picconare le viscere della terra in cerca di pietre preziose (da qui il termine mining). Dovrete torchiare il vostro computer e, sfruttando la sua capacità di calcolo, risolvere algoritmi complicatissimi, facendoli girare su un software ed entrando in rete con tutti gli altri minatori affaccendati. Periodicamente viene immesso nel sistema un blocco di Bitcoin e i computer in rete possono aggiudicarselo.

3. Dove spendere. Sminare parecchi Bitcoin all’inizio poteva essere facile, perché i computer in rete erano pochi rispetto alle monete rilasciate nel sistema. Oggi, invece, è decisamente più difficile. In ogni caso, una volta accumulato un gruzzoletto di Bitcoin, dovrete riporlo in un portafoglio virtuale e iniziare a guardarvi intorno, perché le occasioni di acquisto non mancano. Potete usarli per comprare auto, computer, giocattoli, vestiti, oppure per comprare servizi web su WordPress. Se vi trovaste a passare a Berlino, nel quartiere Graefekiez, tenete a portata di mano il vostro bit-portafoglio, perché in Bitcoin potreste comprare pane, latte o pagare l’albergo. Ma attenti allo shopping compulsivo: le transazioni in Bitcoin sono irreversibili, inutile pentirsi. Una volta speso tutto, dovrete ricominciare a sminare faticosamente.

Mettete da parte invece i vostri sogni, se pensavate di intraprendere una carriera da cyber-criminale: dal 3 ottobre non si possono più acquistare armi o droga in Bitcoin, perché i federali hanno arrestato Ross William Ulbricht, proprietario di Silk Road, una specie di eBay della criminalità dove il Bitcoin andava via come il pane.

4. Inflazione? Roba old economy. Il Bitcoin non ha una banca centrale, nessun governatore alla Ben Bernanke, a cui scappa compulsivamente di stampare moneta, nessun Mario Draghi che minaccia di mandare lettere ai governi perché i conti non sono a posto. E in più il mondo dei Bitcoin non conosce inflazione, deflazione e nemmeno il tristissimo paniere dell’Istat con cui misurarla. La massa monetaria in circolazione è definita a priori, cresce secondo una serie geometrica e nel 2140 raggiungerà il suo limite: per allora ce ne saranno in circolazione 21 milioni. Se gli amici vi chiedono perché proprio 21, prendeteli in contropiede e portate aggressivamente la conversazione sulla svalutazione del Renminbi. Funziona sempre.

5. Meglio il Bitcoin dell’Euro? Qualcuno, quando si parla di Bitcoin, prova sempre a infilare questa domanda. Avete due modi per rispondere. Il primo è citare l’andamento ballerino del prezzo del Bitcoin, che ad aprile 2013, durante la crisi di Cipro, è passato da 240 a meno di 100 dollari nel giro di pochi giorni con un tonfo clamoroso (e oggi la quotazione viaggia sui 140 dollari) .

Il secondo, meno ortodosso, ma sicuramamente più divertente, è raccontare la storia di Roger Ver, magnate americano “angelo finanziatore” dei Bitcoin, che ha trascorso dieci mesi in prigione per contrabbando di fuochi d’artificio su eBay. Anche Mario Draghi? Non mi sembra.

Photo credits: Wall Street 2 – Money Never Sleeps