La cosa difficile di un colloquio di lavoro è riuscire a far emergere il meglio di noi stessi in pochi, pochissimi minuti.

La prima impressione è quella che conta, non abbiamo molto tempo a disposizione per spiegare quanto siamo bravi e quanto siamo motivati, per questo dobbiamo essere in grado di ottimizzare.

Ottimizzazione e preparazione sono la chiave per un buon colloquio. Dobbiamo essere bravi a “vendere noi stessi” e, come tutti i venditori, dobbiamo conoscere perfettamente il prodotto che stiamo vendendo.

Quali sono i miei punti di forza? Come posso valorizzarli ed evidenziarli? Perché io sono meglio di altri candidati per questo ruolo?

Se sappiamo rispondere a queste domande senza esitazione, siamo già a buon punto.

Dobbiamo essere molto preparati prima di affrontare un colloquio di lavoro. Preparati su noi stessi (è bene elaborare una sintetica ed efficace presentazione di noi stessi) e preparati sull’azienda/persona che incontriamo. Ormai con il web non ci sono più segreti, essere informati sul nostro interlocutore denota interesse e curiosità, ottimi punti di forza in fase di selezione.

Ma quali sono gli errori da non commettere a un colloquio?

1- Arrivare in ritardo

Mai arrivare in ritardo a un colloquio di lavoro. La puntualità è una regola importantissima, è segno di rispetto verso il nostro interlocutore e il suo operato. Qualora capitasse un serio imprevisto è buona educazione avvisare sempre. Attenzione però… anche arrivare 1 ora prima non denota puntualità. Il selezionatore può pensare che non siete stati in grado di organizzarvi al meglio e si sentirebbe in obbligo di ricevervi prima per non farvi attendere troppo tempo. Presentarsi con 10/15 minuti di anticipo è l’ideale.

 

2- Mentire

Capita spesso che il desiderio di ottenere il posto di lavoro dei sogni spinga alcune persone a “gonfiare” un po’ le proprie competenze, capacità, ecc. Questo è sbagliatissimo perché i nodi vengono sempre al pettine e prima o poi emergerà ciò che voi realmente siete. Valorizzare i propri punti di forza non vuol dire inventarsi di parlare un inglese fluente quando magari non lo utilizziamo dall’esame di quinta liceo, ma aver ben presente quello che siamo e cercare di sponsorizzarlo nel migliore di modi.

 

3- Vestirsi in modo inadeguato

Il tema del dress code è sempre un po’ soggettivo, nel senso che dipende molto dalla realtà in cui si fa il colloquio e dalla posizione per cui ci si sta candidando (è chiaro che un art director non è detto che debba vestirsi come uno sportellista di banca) però ci sono alcune regole che valgono per tutti.

Pulizia: banale? No!

Ordine: indipendentemente dall’abito, una persona ordinata dà sempre un’impressione professionale.

Sobrietà: a un colloquio è sempre bene evitare colori sgargianti, tacchi vertiginosi, scollature esagerate, minigonne e accessori troppo vistosi.

 

4- Non ascoltare

L’ascolto è uno degli aspetti fondamentali in fase di colloquio. È molto importante ascoltare con attenzione il nostro interlocutore per rispondere in modo centrato e corretto alle domande e per evitare di fare obiezioni inutili o fuori tema.

 

5- Comunicare in modo sbagliato

La comunicazione (verbale e non verbale) è alla base di un buon colloquio. Non guardare negli occhi, sbadigliare, masticare il chewing-gum, giocherellare con le mani, gesticolare in modo eccessivo, avere una stretta di mano non decisa, avere una postura sbagliata, andare al colloquio con la mamma, interrompere il proprio interlocutore, non dimostrare entusiasmo, dimenticarsi lo smartphone acceso…

Sono tutti errori da evitare assolutamente!

Molti di questi gesti vengono compiuti involontariamente e non è facile correggerli, il mio consiglio è di fare sempre delle prove davanti allo specchio.