I nostri runner di “Un passo per il tuo cuore” hanno iniziato a fare sul serio. Abbiamo seguito la loro trasformazione da assoluti principianti a runner alle prime armi e abbiamo imparato a soffrire insieme a loro e a gioire dei loro successi.

Ma soprattutto abbiamo iniziato ad apprendere realmente come si fa a correre. Sì, perché nonostante quella della corsa sia una dell’azioni più naturale per l’essere umano, per correre una mezza maratona come quella della Stramilano bisogna ricevere una vera e propria educazione alla mobilità: un piccolo passo in più che ci permette di mantenere alte le motivazioni e di correre nei momenti in cui siamo magari meno predisposti allo sport.

In parole povere al principiante deve interessare solo una cosa: mantenere il più a lungo possibile un ritmo in cui la conversazione continua risulta difficile (mentre nel lento si può tranquillamente conversare con il proprio compagno di corsa). Il che non significa solo correre con un po’ di fiatone, ma non diminuire la velocità di corsa.
L’atleta solitamente incomincia con un ritmo lento e poi passa a quello medio al fine di aumentare la durata del ritmo all’ora. I coach ci insegnano che è molto importante procedere con una certa gradualità e, in base a questo principio, potremmo procedere seguendo la seguente tabella settimanale: quattro allenamenti, il primo da fondo lento, il secondo che prevede un fondo progressivo (cioè medio), il terzo ancora lento e il quarto nuovamente progressivo.

Questo lavoro è utilissimo per aumentare la nostra resistenza, ma come si fa a correre più veloci? Come ci insegna “Un passo per il tuo cuore” la soluzione sono le care, vecchie ripetute, che conducono all’innalzamento della soglia anaerobica, ovvero il punto in cui l’ossigeno portato dal sangue non basta più al muscolo, che inizia così la produzione del tanto odiato acido lattico.
In cosa consistono le ripetute? Il meccanismo è molto semplice: bisogna correre a velocità sostenuta per qualche minuto e poi passare a una fase di recupero costante. Il tempo di recupero può andare dai 2′ ai 5′ e il numero di ripetizioni può variare da 4 a 10.
Questa fase è importantissima perché ci farà conoscere sempre di più come funziona il nostro corpo.
A questo punto siete pronti per correre la Stramilano… forse 🙂