La mia mattina perfetta comincia a Genova. Quando il sole si alza sul mare, esco di casa vado da “Mario” e mi faccio una striscia. Una striscia di focaccia, quella buona, unta il giusto, anzi alla perfezione e la puccio nel latte macchiato. E la giornata e’ in discesa.

La mattina  del banker londinese comincia sul Tamigi. Quando il sole non si e’ ancora alzato dietro al Big Ben, entra in ufficio, va in bagno e si fa una striscia. Una strisca di coca, ma di quella buona. Poi magari fa anche un paio di richiamini nel pomeriggio. A quel punto il caffe’ non serve piu’. E la giornata e’ in discesa.

Questione di punti di vista. Io mi sento invincibile quando scrivo, lui quando compra e vende. Solo che io al massimo faccio incazzare qualcuno, lui gioca con i risparmi della gente. Questione di punti di vista certo, pero’ forse qualche relazione tra il boom della cocaina e l’esplosione della crisi finanziaria globale c’e’.

A Ginevra oltre la meta’ dei pazienti in cura all’Hug, l’ospedale universitario che cure le dipendenze, viene dal mondo della finanza. E la citta’ e’, insieme a Zurigo e Amsterdam, la capitale europea della coca. Un mercato che in Svizzera vale 400 milioni di euro, ma nel mondo e’ arrivato a quota 500 miliardi di dollari (Apple, giusto per fare un paragone fattura poco meno di 160 miliardi di dollari l’anno). Merito – si dice – delle spese folli dei banchieri capaci di spendere anche 10mila euro al mese per la polvere Bianca.

Problemi loro certo. Problemi loro fino a quando non si sentono invincibili e iniziano a comportarsi in modo assolutamente irrazionale. Secondo uno specialista inglese di dipendenze, David Nutt, la crisi finanziaria sarebbe esplosa per colpa della cocaina. Solo cosi’ si potrebbe spiegare la bolla creditizia creata tra il 2000 e il 2008 da una propensione all’investimento rischioso che l’ex numero uno della Fed, Alan Greenspan, aveva definita “esuberanza irrazionale”. Di piu’: secondo il giornalista del Guardian Geraint Anderson “solo gli sciocchi devastati dalla cocaina potevano comprare miliardi di titoli garantiti da ipoteche che sarebbero esplose con il crollo del mercato immobiliare”.

A sostegno delle loro affermazioni anche uno studio della University Hospital di Cork che ha monitorato gli effetti della cocaina sui banchieri. Il risultato? “Alcune figure di spicco nei circoli politici e finanziari hanno assunto decisioni irrazionali ispirate alla megalomania che provoca la cocaina. Le persone prendevano decisioni insensate pur essendo convinti di avere ragione al 110%. E da questo deriva il caos attuale “.

Forse la droga non e’ l’unico motivo della crisi, ma probabilmente e’ la spiegazione piu’ comprensibile per chi non vive di finanza e non capisce come sia possible che in giro per il mondo ci siano 600 mila miliardi di derivati in giro: 9 volte il valore dell’intera economia mondiale, 14 volte la capitalizzazione di tutte le Borse del globo. Certo, il rischio reale e’ decisamente piu’ basso, ma resta completamente scollegato dai valori dell’economia reale. Insomma ci sono piu’ derivati che rischi da proteggersi. Come se la mia Vespa fosse assicurata per un valore molto piu’ alto del suo e poi – come se non bastasse – l’assicurazione fosse venduta come investimento sicuro all’ignaro signor Rossi. E’ perche’ nessuno dira’ al signor Rossi che il suo investimento e’ garantito da una Vespa che vale molto meno.

Bah, forse troppo complicato per un paio di strisce di coca, ma se anche a Londra si facessero qualche striscia di focaccia in piu’ probabilmente staremmo tutti meglio.

strisce di focaccia