9 minuti è durato l’intervento di Silvio Berlusconi, domenica 04 agosto, davanti alla sua residenza romana in via del Plebiscito. È stato il culmine di una settimana molto accesa che ha visto la Cassazione pronunciarsi nel processo per frode fiscale che vedeva Berlusconi imputato: confermata la reclusione, da rideterminare il quantum della pena accessoria – interdizione dai pubblici uffici -.

Nella sostanza, il leader del Pdl è stato definitivamente condannato.

Le minacce al Governo erano cominciate nelle ore immediatamente antecedenti la lettura della sentenza, il tutto in barba alle decine di dichiarazioni che nei mesi passati sono state più volte rilasciate anche da esponenti del centrodestra, con riferimento al fatto che le sorti giudiziarie del Cav non avrebbero avuto conseguenze per Governo. Ma dopo la sentenza tutto è cambiato: da Bondi che ha parlato di possibile guerra civile, alla Santanchè che prevede notti insonni per il Presidente Letta. I parlamentari Pdl hanno dichiarato la loro disponibilità alle dimissioni. Allo stesso modo i Ministri, poi smentiti da Lupi, che ha provato a gettare acqua sul fuoco. Non pervenuto Alfano, il c.d. segretario politico del Pdl e vice premier e Ministro dell’Interno, si solito poco informato.

Nel discorso di domenica, tra uno slogan e l’altro, B. ha confermato, però, che il Governo va avanti. In effetti, le elezioni ad ottobre non sono convenienti per lo stesso Pdl: Berlusconi e i suoi, come spiegherebbero ai propri elettori la sfiducia, dopo che per mesi si sono autodefiniti responsabili per l’appoggio a questo governo con gli odiati comunisti? Con che faccia chiedere il voto senza aver ottenuto l’abolizione dell’IMU e la sospensione dell’aumento dell’IVA ? – due misure, tra l’altro, introdotte dal governo Berlusconi -.

La crisi, le priorità del Paese, le riforme, la responsabilità e tutte le altre cose con le quali si riempiono i giornali ogni giorno, dove andrebbero a finire?

Per tutti questi motivi il Pdl rischierebbe grosso alla prova dell’urna. Ma le elezioni adesso sono da evitare anche per un altro motivo: l’interdizione, seppur rimodulata, ci sarà. Senza considerare gli altri effetti della pena principale sul diritto di elettorato passivo del Cav. Ecco perché tornare alle urne adesso, potrebbe essere una sciagura ancora più grande.

La scelta migliore è cercare di ottenere il massimo con le cartucce disponibili e le possibilità aumentano restando nel Governo e in maggioranza, così da poter gestire la situazione dalla stanza dei bottoni.

Da tutta questa vicenda, anche il Pd ne esce molto ridimensionato (ulteriormente!). Se gli elettori del Pdl sono oramai abituati a vedere i loro paladini condannati e indagati, l’elettorato di centrosinistra è sempre più scontento dell’alleanza con il nemico storico. Inoltre, la recente condanna fa aumentare il fastidio per una coabitazione imbarazzante e deleteria, con il conseguente allontanamento di sempre maggiori fette di elettorato. Quindi, anche per il Pd, le elezioni anticipate potrebbero essere un problema, con cali di consenso al momento non stimabili.

Il Pdl proverà a sondare la strada della grazia. Il Presidente Napolitano si assumerà questa responsabilità? A parte le questioni procedurali – il Partito non può essere, secondo la legge, un soggetto legittimato a richiederla formalmente – è nel merito e nei tempi che la richiesta appare di difficile accoglimento. Una grazia all’indomani di una sentenza di Cassazione apparirebbe come un ingiustificato quarto grado di giudizio, quello del monarca che può tutto, anche sovvertire le regolari sentenze dei tribunali dello Stato. Re Giorgio, che oramai sembra onnipresente e onnipotente, vorrà passare alla storia come colui che ha concesso la grazia a Silvio Berlusconi, a distanza di così poco tempo, da una sentenza definitiva?

Berlusconi, tra l’altro, non ha mostrato nessun segnale di ravvedimento e, anzi, continua a proclamarsi innocente e perseguitato sebbene più di un magistrato si sia pronunciato sulla vicenda in questione. E’ una congiura? Senza considerare gli altri processi in corso e le possibili future condanne che potrebbero arrivare nel prossimo futuro.

Insomma, si prevede un agosto molto caldo pieno di parole in libertà, di falchi e di colombe, di ricatti e allusioni. Conviene mettersi comodi.

Uno che viene colto con le mani nel sacco e che subisce una condanna definitiva in cui si dimostra che lui è stato evasore del fisco, io credo che abbia il buon gusto di mettersi da parte“. (Silvio Berlusconi, 1995)