Irene Alcano, alias BlondieIndeed, ha vinto il contest #wannabe Blogger di Paper! 

Come promesso è protagonista del nostro editoriale di oggi e avrà diritto anche a un giorno di consulenza gratuita dallo staff di espertoni di Paper – web designer, Digital PR, blogger, community manager e guru del web – per vedere finalmente scintillare di perfetta bloggeritudine il suo blog.

Irene, già autrice di Nonfarmisoffrirelepene ha battuto i suoi avversari con un post divertente, attuale e più che utilissimo…

Se ve lo siete perso vi consigliamo davvero di leggerlo qui.

Chi è Irene? raccontaci qualcosa di te.

Milanese. Capelli biondi e occhi azzurri (BlondieIndeed è il mio nome nella rete). Ci sono mattine in cui mi sveglio e mi sento novant’anni e mattine in cui mi sveglio e me ne sento nove. Per sentirmi la mia età (ventisette anni, come dice la carta d’identità) scrivo. Ho messo una Laurea in Scienze dell’Educazione nel cassetto ma non l’ho ancora chiuso a chiave, quel cassetto. Leggo. Penso. Parlo. Scrivo. Pedalo. Mi metto il rossetto rosso. Bevo Spritz. Mangio sushi. E mi guardo attorno. Non necessariamente in quest’ordine.

Perché hai scelto di partecipare al blog contest?

Per lo stesso motivo per cui ho scelto di aprire il mio blog, Non farmi soffrire le pene. Scrivere di quello che mi piace, come mi piace, nel momento esatto in cui mi viene in mente. E la variabile “contest” ha fatto il resto. Non credo a chi dice: “scrivo solo per me”. Non si scrive mai solo per se stessi. Perché negare che ti piace che quello che dici piaccia anche agli altri?

Perché hai scelto di scrivere proprio quel post?

Perché si parla di relazioni. E le relazioni, siano esse d’amicizia, d’amore, siano relazioni superficiali o profonde, durature o fugaci, per quanto mi riguarda, sono il motore di tutto. “Una notte e via, istruzioni per l’uso” è il frutto di chiacchiere infinite con le amiche, di riflessioni sui sessi, di emozioni presenti e passate, di esperienze più o meno felici e più o meno da ricordare.
È la sintesi un po’ sfacciata e un po’ leggera dei percorsi che noi giovani precari di spirito e precari nella vita intraprendiamo, alla ricerca dell’altra metà della mela. Di noi stessi.

Da quanto hai aperto il tuo blog?

“Non farmi soffrire le pene” (titolo di una canzone che le mie amiche mi hanno dedicato perché fa rima col mio nome) nasce ufficialmente a settembre del 2012. Ufficiosamente era già aperto da qualche mese, ma non l’avevo detto quasi a nessuno. Faticavo a riconoscere a me stessa il diritto di non provare imbarazzo per il fatto che tutti potessero leggere di me. Non lo provo. Perché in quello che scrivo ci sono io, come ci sono tutti quelli che leggono in realtà.

Di cosa parla?

Il sottotitolo del mio blog è: “Scrivo quello che vedo e quello che vedo è subito qualcosa da scrivere”. Un pensiero basico, me ne rendo conto. Ma veritiero. Parla di tutto quello che mi fa srotolare i pensieri e mi fa venire voglia di parlare. Di donne, di uomini, di relazioni, di libri, di film, di me. Di Milano, sfondo e protagonista di tutto quello che vedo. Di persone, mi sembra racchiuda tutto.

Cosa ti ha spinto ad aprirlo?

Un po’ quello che dicevo prima. Unito al fatto che per me, la forma insostituibile di comunicazione è la scrittura. Scriverei comunque, anche se non pubblicassi nulla. Perché la scrittura va di pari passo col pensiero. E i miei pensieri, ahimè, non si fermano mai. E poi mi hanno spinto molto gli amici che, leggendo i miei pensieri e le mie storie su Milano nella mia pagina Facebook, mi confessavano di apprezzarle parecchio. E di non vedere l’ora di leggere quella successiva, un po’ come io non vedevo l’ora di scriverla.

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?

Svuotare quel famoso cassetto dai finti sogni. Anzi, svuotarlo del tutto. Che i sogni stanno meglio all’aria fresca. Continuare a leggere, pensare, scrivere, pedalare, mettere il rossetto rosso, bere Spritz, mangiare sushi e guardarmi attorno. Fare quello che mi piace fare. E smettere definitivamente di fare quello che non mi piace fare.

Scrivere.