Le  macchie di Rorschach, così chiamate dal nome del loro creatore Hermann Rorschach sono la base di un noto strumento (test di Rorschach) per l’indagine della personalità. Le tavole vengono sottoposte all’attenzione del soggetto una alla volta e, per ciascuna, gli viene chiesto di esprimere tutto ciò cui secondo lui la tavola somiglia.

Ecco. E’ esattamente la stessa cosa che è successo con la nota di Napolitano del 13 agosto.

La solita minestra, niente di nuovo, ma stavolta ciascuna parte ha visto dentro ciò che più gli piaceva, così da far registrare pareri positivi in (quasi) tutti gli schieramenti! Nuovo miracolo napolitano!

Eppure in molti passaggi non si evidenziano sostanziali differenze con quanto detto giorni fa dal segretario Pd Epifani, che rilevava la necessità di “prendere atto della sentenza”. Non per Cicchitto che rispondeva stizzito al Segretario, identificando in quelle parole un’oscura minaccia per la stabilità del Governo. Più diretto Schifani che sentenziava “Le dichiarazioni di Epifani tendono a incendiare il clima politico nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima. Non è una provocazione ma quasi. Non abbiamo bisogno lezioni da parte da nessuno”.

Pareva dovesse cadere il Governo: vertice Pdl, vento di guerra per i pesanti (?) commenti post sentenza. Eppure, una banalissima riflessione, niente di più che una presa d’atto della realtà, perché avrebbe dovuto minacciare la stabilità del Governo? Gli stessi concetti sono stati ripetuti da Napolitano: “Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto”. Che poi, cos’altro si dovrebbe fare? E’ possibile che si stia ancora ripetere ciò che dovrebbe essere scontato? Cosa, se non l’esecuzione della pena, è l’atto da compiere a seguito di una sentenza definitiva?

Dal centrodestra non si risparmiano lodi al monarca, che con saggezza guida la Repubblica e, da una parte e dall’altra, è chiamato a graziare, sondare, donare agibilità, valutare. E’ chiaro che in questa fase i Pdiellini non devono far alterare il Presidente, nella speranza di avere strada facile per un’eventuale domanda di grazia.

Al Pd è piaciuta la parte relativa alla necessità di applicare le sentenze definitive. In pratica, quanto già detto da Epifani.

Al Pdl, invece, i passaggi in cui si fa riferimento al ruolo di Silvio Berlusconi, nonché il nuovo accenno al provvedimento di grazia. Resta da capire quale sarà la strategia del Cav e dei suoi legali in merito al provvedimento di clemenza: chiederlo vorrà dire, anche, indirettamente, riconoscere la legittimità di quei magistrati in più occasioni attaccati e indicati come avversari politici. Dall’altra c’è da capire se Re Giorgio vorrà assumersi la responsabilità di concederlo, alla luce anche della situazione attuale: Silvio Berlusconi sta affrontando altri procedimenti penali; è stato recentemente condannato in primo grado per l’affaire Ruby; la sentenza definitiva è arrivata pochi giorni fa e un provvedimento di clemenza a così poca distanza da una condanna definitiva avrebbe il senso di un intollerabile  (e non previsto) quarto grado di giudizio, in barba a quanto stabilito legittimamente dai tribunali della Repubblica. Il quarto grado del sovrano assoluto?

Una nota che non fa altro che ribadire cose dette in questi giorni. Ma stavolta, le reazioni sono diverse, anche dei giornali: da destra a sinistra, l’apprezzamento è unanime. Ciascuno vede qualcosa di gratificante in quella nota.

Nelle prossime settimane si capirà se Berlusconi, i suoi legali o i suoi familiari avanzeranno formale domanda di grazia e, a quel punto, alla luce di quanto detto,  capiremo Napolitano quanto tempo si prenderà e come si muoverà.

Dall’altra, come al solito, sarà da capire se gli sviluppi causeranno conseguenze per il Governo: i falchi del Pdl sono tentati dalla rottura, sebbene anche Napolitano ha ribadito che “fatale sarebbe invece una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni” ; quindi, pericoloso sarebbe adesso compiere gesti inconsulti facendo arrabbiare il Presidente che dovrà (eventualmente) decidere sulla grazia

Sarà ancora una legislatura fondata sul certificato penale di Berlusconi? Stay tuned