Il Governo si è riunito a Spineto per organizzare l’agenda dei primi 100 giorni. A parte l’utilità di passare ventiquattro ore in Toscana per una cosa che si poteva fare benissimo a Roma, colpisce questo fatto: ancora una volta lo slogan de “I primi 100 giorni”, come se non esistesse un centunesimo giorno.

La logica dei 100 giorni è veramente pessima. Il berlusconismo ha imposto la sua grammatica, i suoi tempi, i suoi slogan e nessuno riesce a ignorarli: sono seguiti pedissequamente, anche da chi dovrebbe offrire un’alternativa di idee e parole a quel mondo. È anche nell’adozione di un lessico, di modi di fare, di slogan, che si palesa la sudditanza: “scendere in politica”, “la squadra di governo” e quant’altro.

La logica del 100 sembra mutuata dal linguaggio della tv commerciale: “le prime 100 telefonate”; “provate l’aspirapolvere per 100 giorni, soddisfatti o rimborsati”; “100, 100 ok il prezzo è giusto”. La politica non riesce a riappropriarsi di una grammatica e di un modo di comunicare proprio e degno che sia diverso da quello in stile spot e televendita. Ci ripetono che bisogna parlare in modo semplice, alla pancia del cittadino. Ma quando si comincerà a parlare alla testa dei cittadini? Per esempio spiegando che le cose non si risolvono in 100 giorni. Che le politiche strutturali avranno effetti più in là nel tempo. E invece no, la solita politica “dell’uovo oggi” che ha distrutto questo paese: via le tasse, aumentiamo la spesa. Sorrisi a trentadue denti e i debiti li lasciamo ai nipoti. Di tutti.

Si dirà che ci sono delle priorità e che quindi, giustamente, il Governo prepara un piano operativo, delle soluzioni da trovare nei primi giorni. Ma non è un caso che il Governo sia composto da ministri, viceministri e sottosegretari. Non a caso ci sono ben ventuno ministri (anche troppi): la logica vuole che ciascuno si occupi delle problematiche attinenti al proprio dicastero, così da poter svolgere più attività contemporaneamente. La priorità non è il lavoro o la CIG o l’IMU. La priorità è tutto: l’economia, i diritti civili, le infrastrutture, la sanità, la pubblica sicurezza, il lavoro, ecc. È la pluralità dei soggetti presenti che permette di affrontare più cose contemporaneamente. La legislatura dura cinque anni, quindi il governo ci deve dire cosa farà, quali sono le priorità, nei suoi primi 1825 giorni. Quotidianamente, rapidamente, perché ogni Ministero ha le sue competenze e ciascuna di quelle competenze è una priorità.

La politica si riappropri quindi di una grammatica degna, da politica appunto e non da tv commerciale, per parlare finalmente alle teste delle persone.

ok il prezzo e giusto