Decidere quando investire in borsa è molto difficile. Meglio il lunedì? O il giovedì? Meglio in gennaio o in luglio?

In un mercato perfetto, in un mondo perfetto, non ci dovrebbero essere giorni perfetti per investire: il prezzo delle azioni dovrebbe sempre riflettere tutte le informazioni a disposizione e le aspettative di chi compra e di chi vende.

In un mondo perfetto, appunto, si sa quel che si deve sapere, si comprano e vendono azioni ogni giorno dell’anno, indifferentemente. In un mondo perfetto le suocere sono simpatiche (e non cucinano pesante). Anzi, forse le suocere non ci sono nemmeno.

Nel mondo in cui viviamo, invece, non solo le suocere non sono simpatiche, non solo non sanno cucinare niente al di sotto delle 3000 calorie, ma l’economia sembra governata da un caso beffardo, che semina scompiglio e insicurezza a destra e sinistra. E così, a farsi prendere dalla paranoia (probabilmente anche perché si è mangiato pesante), si iniziano a fare pensieri strani, prima di fare un investimento si guarda al quadro astrale e al periodo propizio, confidando in un momento fortunato.

In effetti, a ben guardare i dati, non tutti i giorni sono uguali per fare un investimento in borsa. Le variazioni dei mercati seguono una certa stagionalità, che, ovviamente, gli economisti si sono divertiti a analizzare e scandagliare, identificando un certo numero di “effetti stagionali” che legano risultati economici e periodo in cui investire. Sulla simpatia delle suocere, invece, ancora non si sono raccolti dati a sufficienza.

Effetto lunedì. Che è esattamente quello che state pensando: il lunedì è una giornataccia, la gente è arrabbiata e non vuole tornare al lavoro. La fine del weekend è un’agonia: si torna al caffè stantio del’ufficio, ai colleghi musoni, alle scrivanie puzzolenti. E poi, quelli che non si sono sbronzati per tutto il fine settimana sono rimasti lucidi per analizzare gli effetti negativi che tutte le notizie rilasciate a mercati chiusi potrebbero abbattersi come una scure alla riapertura. Chi potrebbe mai, in un giorno tanto sventurato, decidere di muovere anche solo un dollaro? E poi pure la Lehman Brothers è fallita di lunedì (era il 15 settembre 2008). Dai, non parlatemi e fatemi tirare a sera chiuso nella mia mestizia, per favore.

Effetto ottobre. Ottobre (e un po’ l’autunno in generale), è un periodo storicamente sventurato per la finanza. Saranno i primi freddi, i raffreddori stagionali, l’inizio delle scuole, la pioggia, l’umido, tant’è che, dati alla mano, non sembra un buon periodo per dare sfogo al Rockefeller che è in noi. Qualche esempio. Il 29 ottobre del 1929 (il famoso martedì nero) a Wall Street bruciarono qualcosa come più di 14 miliardi di dollari di azioni e il Dow Jones perse più del 12%, tutto in un solo giorno. Nel 1987, il 19 ottobre la borsa americana lasciò sul terreno un bel 23% (era un lunedì, nero anche questo, insomma, un giorno in cui starsene a casa sul serio). Era invece un bel mercoledì di settembre (il 19 settembre del 1992) quando George Soros fece a pezzettini la Banca d’Inghilterra, vendendo allo scoperto tutto di un botto 10 miliardi di sterline. Inutile dire che anche questo mercoledì di settembre fu definito un pochino nero (non che i giornalisti finanziari dell’epoca si siano distinti per una particolare fantasia nei titoli, in effetti).

Effetto dicembre. Per motivi fiscali spesso gli investitori tendono a vendere molti titoli alla fine di dicembre, per poi riacquistare in maniera massiccia a gennaio, forti dello spirito inebriante del nuovo anno (o forse ancora sbronzi dai bagordi di capodanno). Le borse così partono a gennaio in genere belle pimpanti, per poi subire una battuta d’arresto in febbraio e marzo (mesi particolarmente fiacchi per la compravendita di azioni).

E’ possibile sfruttare l’effetto dicembre, tentando di battere tutti e anticipando le vendite a novembre. Ma, ovviamente, a forza di anticipare le vendite e tentare di essere i più furbi sul mercato, finiremo col mangiare il panettone a ferragosto. Saremo persone certamente molto ricche, ma con la gastrite.

Insomma, a ben guardare il calendario della finanza, i giorni giusti per investire in borsa senza finire sul lastrico sembrano pochi. In effetti, meglio stare alla larga in generale tutti i mesi. Come diceva Mark Twain: “Ottobre è uno dei mesi particolarmente pericolosi per investire in azioni. Altri mesi pericolosi sono Luglio, Gennaio, Settembre, Aprile, Novembre, Maggio, Marzo, Giugno, Dicembre, Agosto e Febbraio”.

 

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