Paolo, sei il vincitore del primo blog contest di Paper, te lo aspettavi?

Grazie! No, ci speravo, senza dubbio, quando ci sono cose come questa divento abbastanza competitivo, ma ecco, dire che me lo sarei aspettato è eccessivo. Devo fare dei ringraziamenti? Tipo la mamma che ha sempre creduto in me e se sono qui è grazie a lei? Non sono mica abituato a vincere queste cose e non so bene come comportarmi. Però son felicissimo!

– Come ti è venuta l’idea per il post? Perché credi sia piaciuto così tanto?

Non saprei precisamente, è stata più o meno una folgorazione, appena ho letto il nome del contest mi è venuto subito in mente di farlo su quello. Per uno che gioca (male) a basket non riuscire a schiacciare è una frustrazione incredibile, peggio ancora è quando ci vai vicino ma non ci riesci mai per davvero. Anche se io questo problema non l’ho mai avuto, salto giusto la Gazzetta del martedì. Credo sia anche per quello che ha avuto successo, perchè un po’ tutti sanno quello che si prova e secondo me qualcuno è andato a leggere l’articolo sperando in qualche consiglio serio. Poi quando si sono accorti che la serietà non era di casa l’hanno apprezzato forse anche di più. E poi certo, forse è anche un po’ merito del fatto che li abbia corrotti con mazzette e promesse che non manterrò, ma non credo abbia inciso più di tanto.

– Come nasce la tua passione cestistica? 

Quando ero piccolo giocavo sia a basket che a calcio. Avevo tutti e sette i giorni impegnati tra allenamenti e partite, era un modo elegante per fare in modo che non stessi in casa a rompere le palle. A calcio in realtà facevo pietà, e non mi piaceva nemmeno troppo. A basket ero giusto un minimo più bravo, ma in compenso mi divertiva molto di più. Da lì in poi è stato un crescendo costante. Più mi disinteressavo del calcio più seguivo con interesse la NBA o il campionato italiano. Ora sono arrivato ad un punto in cui se mi citate giocatori più giovani di Paolo Maldini non so nemmeno di che sport parlate.

– Hai mai giocato o solo da spettatore?

Teoricamente gioco da quando ho sei anni. In realtà non finisco un campionato da almeno sette anni.  La vera stagione però comincia ora, quella dei campetti di cemento. Lì si, riesco ad essere costante. Prima o poi dedicherò anche un pezzo al basket da strada. Un altro sport, comunque bellissimo.

Azione

– Hai un tuo blog? Come è nato? Di cosa tratta? Raccontaci qualcosa.

Dunque, di blog di basket ne ho due. Il primo, il Buzzer Beater Blog, lo condivido con altri quattro filosofi del basket. Diciamo che è conosciuto (pure molto più di quanto ci potessimo aspettare) per non prendere mai nulla seriamente. Non eravamo partiti con quest’idea quando l’abbiamo creato, però credo che la nostra naturale inclinazione a dire sciocchezze fosse impossibile da sedare. Ed è diventato il suo (unico?) punto di forza. Di siti che trattano il basket in modo serioso ce ne sono fin troppi. Il secondo, e molto più recente, è Hoopsdemocracy, nato proprio come risposta un po’ più seria – sempre con ironia però, che senza quella non vado da nessuna parte – al BBB. Ho coinvolto nell’idea decine di persone tra semplici appassionati e giornalisti e stiamo pubblicando a cadenza fissa (ogni due domeniche, con qualche eccezione) storie di basket. Che sia americano, italiano, europeo, vietnamita, non ha importanza. Basta che parlino di basket. E pure quello va benone, credo che il suo punto di forza sia la possibilità di pubblicare ogni volta articoli di persone diverse, con esperienze e conoscenze diverse.

blog

– Puoi darci un pronostico per la Nba? che squadra vincerà i playoff?

Il pronostico oggettivo dice Miami, perchè nessuna persona sana di mente si sognerebbe di negare che siano i favoriti. La speranza razionale dice Oklahoma City, anche se si è appena infortunato Westbrook ed è una di quelle cose che pesano come macigni. La speranza ubriaca invece dice Los Angeles Clippers. Ci gioca Chris Paul, per cui ho una venerazione quasi disturbante.

– Idem per il basket italiano tra due settimane iniziano e vogliamo sapere per chi tifi e chi secondo te farà la differenza?

I playoff italiani quest’anno saranno interessantissimi. Il livello si è abbassato molto, vero, ma almeno saranno equilibrati per la prima volta dopo anni di dominio di Siena. Non tifo per nessuno in particolare, ma quest’anno Varese mi piace moltissimo, per i giocatori che ha, per il gioco che esprime. Sono meritatamente primi, ed ora come ora meriterebbero anche lo scudetto. Siena però è come i cattivi nei film, gli devi sparare dieci volte prima di eliminarla per davvero, quindi secondo me, nonostante tutte le difficoltà, rimane la favorita.

– A settembre ci saranno gli Europei come vedi la Nazionale? a parte la perdita per infortunio di Gallinari come ti sembra questa squadra? e quali le sono le squadre da “temere”?

L’assenza di Gallinari è devastante, e nemmeno la presenza degli altri due NBA è così probabile. Di positivo c’è che finalmente il movimento ha creato giocatori competitivi anche al di fuori di quei tre e quindi riuscirà a schierare una nazionale comunque presentabile. Fino ad un paio di anni fa era impensabile, quindi tanto vale guardare il bicchiere mezzo pieno. Anche il più ottimista però non può pensare che sia una nazionale competitiva per le posizioni che contano. Non quando ci sono squadre come la Spagna che potrebbero puntare in alto anche se facessero giocare i primi dodici esclusi dalle convocazioni.

– Chi vorresti intervistare più di ogni altro se ne avessi l’occasione?

Qui in Italia un po’ di soddisfazioni ho già avuto la fortuna di togliermele – Gallo compreso – quindi vado con qualche personaggio americano. Dicevo della venerazione di Chris Paul, ma credo che passerei tutto il tempo ad abbracciarlo e non riuscirei a fargli nemmeno una domanda. Quindi dico Shaq, che ormai non gioca più ma rimane un personaggio irreale. Non credo nemmeno sarebbe una vera e propria intervista, passerebbe il tempo a fare le facce buffe, a dire idiozie e sfottermi. Mi sta bene. Lo accetto.

Con Aradori e BBB:

Con Aradori e BBB
Intervista con Marko Milic:

Con Marko Milic
Intervista con Tabu:

Con Tabu

– Come ti vedi fra dieci anni?

E’ una domanda difficilissima, fatta ad una persona appena laureata che cerca (invano) lavoro e non sa nemmeno cosa farà tra quindici minuti (mai saputo, per la verità). Diciamo che vorrei continuare a fare esperienze all’estero (ho già lavorato in due occasioni diverse a Birmingham per qualche mese, e ci tornerei anche domani). Sento proprio il bisogno di viaggiare e fare esperienze diverse da quelle che potrei fare dove vivo attualmente. Tra dieci anni quindi vorrei avere un bagaglio di esperienze di questo tipo. Se riuscissi a farlo anche grazie alla mia passione per il basket, tanto meglio.

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