Rientrata  in ufficio dopo un periodo di convalescenza a casa: contentissima di vedere i colleghi, farmi raccontare news, impossessarmi nuovamente della scrivania (e dei milioni di feticci che ne fanno ormai parte), riprendere un aspetto vagamente umano senza pigiama, tuta o cose del genere… 
Bello sì, ma onestamente quanto si stava bene a casa?

Quanto è bello poter fare cose per me assurde tipo leggere una rivista, mettere a posto gli armadi, guardare la tv di pomeriggio, giocare con il mio cane?!?

Chiaramente non mi sono mai staccata completamente dal lavoro (con il BlackBerry è una cosa praticamente impossibile, con i suoi pro e contro “ça va san dire”) ma dal telefono riesci a gestire solo le richieste più urgenti senza essere completamente operativa, ecco perchè l’azienda ha deciso di darmi il collegamento da remoto… grande invenzione direi!

Fare una call conference con i responsabili marketing di tutta Europa dal giardino di casa tua con il cane accucciato sui piedi o aggiornare i report seduta sul divano con il pc sulle gambe e la vaschetta di gelato a fianco sono cose davvero impagabili.
Ho sempre pensato che gli stimoli dell’ambiente lavorativo fossero fondamentali per il ritmo della mia attività, evidentemente mi sbagliavo! Da casa si lavora di più, si è più concentrati e ci si riesce ad organizzare meglio.

La pratica dell’home office è ancora utilizzata pochissimo in Italia. Qualche grande multinazionale sta iniziando ad applicarla principalmente per donne in congedo di maternità o per i dipendenti che per un certo periodo non possono raggiungere il luogo di lavoro. Tuttavia, credo che questa pratica abbia un grande potenziale di sviluppo. Innanzitutto porterebbe ad una significativa riduzione dei costi fissi strutturali per le società, (in CyscoSystem l’implementazione del telelavoro ha portato 10 milioni di dollari di benzina in meno, una riduzione di emissioni di C02 pari a  47 mila tonnellate e un miglioramento della produttività e della qualità del lavoro) e, non meno importante, ridurrebbe di molto lo stress dei dipendenti che al posto di farsi 2 ore di coda in tangenziale la mattina, accenderebbero il pc e inizierebbero subito a lavorare risparmiando un sacco di tempo!

Chiaramente non è così semplice, ci sono alcuni limiti burocratici, logistici e organizzativi che impediscono lo sviluppo di questa pratica, ma ci sono buone possibilità che nei prossimi anni il trend di sviluppo dell’home office sia assolutamente in positivo.  Dove dobbiamo firmare???