Ma come si fa a non andare in piazza quando un sindacato, uno qualsiasi organizza una manifestazione esclusivamente per dire che “prima di tutto il lavoro“, prima di ogni altra Imu bisogna dare un segnale, non dico fare magie, un piccolissimo segnale a chi crede ancora nel primo articolo della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. A volte basta anche soltanto la partecipazione, che per qualcuno era sinonimo di libertà? Ma come si fa? Soprattutto quando si milita in un partito, come il Pd, che dovrebbe fare delle questioni del lavoro la sua stella polare, e che si dice ancora, se non di sinistra, di centrosinistra. L’aveva pure capito Bersani, che la strada era quella, tanto che in campagna elettorale aveva puntato tutto proprio sullo slogan “prima di tutto il lavoro”.

Ma come si fa a non scendere in piazza per-il-lavoro (non contro qualcosa), quando a prendere in mano quel partito è un ex sindacalista, ma non uno di serie B, ma l’ex segretario generale del più grande sindacato italiano?! (a quest’ultima domanda, in realtà, si può rispondere facilmente: nella Cgil Epifani era espressione di quella maggioranza sindacale avversa alla maggioranza interna che governa la Fiom). A ogni modo, il Pd non è la Cgil e nessuno chiedeva ai democratici di schierarsi a favore della pena di morte: scendere in piazza per “il lavoro” è come firmare per la pace nel mondo…

Epifani ha detto: “Non conta esserci ma dare risposte“. Non sono d’accordo: conta esserci, anche per dare risposte, in faccia, vis-à-vis, a tu per tu, ancora meglio: tutti insieme. Qualcuno può avere paura di schierarsi a favore di una cosa del genere? Per il lavoro dovremmo manifestare ogni giorno tutti, da destra a sinistra. Invece non è così. Ne ho parlato con un collega esperto, un ex inviato de l’Unità, il quale sostiene che il Pd abbia fatto bene a non andare alla manifestazione della Fiom, perché il sindacato guidato da Maurizio Landini raccoglie tutte quelle istanze e quelle forze che da sinistra hanno sempre fatto la guerra al Pd: 5 stelle, Ingroia, Ferrero e il mondo post Pci e per ultimo Sel. “Il sindacato dovrebbe fare il sindacato – dice questo giornalista – e invece la Fiom si comporta come se fosse un partito, il Pd non deve rincorrerlo, andrà in piazza quando saranno tutti i sindacati a mobilitarsi per il lavoro”. È vero: anch’io ho l’impressione che la Fiom aggreghi un pezzo della sinistra che non trova pace nel Pd e si comporti come se fosse un partito politico. Ma se è così, ed è così…

Ma come si fa a farsi scippare sistematicamente i temi, le piazze, le battaglie e le personalità, che dovrebbero essere il patrimonio del più grande partito di centro-sinistra? Lo abbiamo visto con Rodotà e l’elezione del presidente della Repubblica, lo vediamo con le richieste che arrivano dal basso e la capacità di rappresentare e soprattutto governare il malessere sociale. Che altrimenti finisce per alimentare movimenti populisti. Coraggio Pd, di’ (o fa’) qualcosa di sinistra, o almeno di centrosinistra.