San Valentino si avvicina. Tempo di pensare ai regali. Lo vedo, il terrore attraversarvi fulmineo gli occhi, le mani, la tasca dove sta il portafoglio.

Sentite l’ansia da regalo salire dentro di voi? Fate bene. Quest’anno il 14 febbraio non ve la potrete cavare con i soliti fiori, i soliti cioccolatini, la solita cenetta romantica e il solito risotto a forma di cuore.

Ma non tutto è perduto, potete ancora uscirne, con una trovata originale, preziosa, che acquista valore nel tempo.

Quest’anno a farvi uscire indenni e vittoriosi dall’annosa questione regalo di San Valentino, non saranno collane, ninnoli, lp di Rino Gaetano, scatole di cioccolatini o profumi al mughetto di Segrate. Quest’anno vi conviene darvi ai Buoni Postali.

Segue breve elenco del perché, davvero, vi conviene prendervi un Buono Fruttifero delle Poste, avviluppare la ricevuta con della carta rosa, profumata magari (quella boccetta di mughetto di Segrate dovrete farla fuori in qualche modo, no?) e andare dal vostro amore a testa alta.

Del perché i Buoni Fruttiferi Postali sono un ottimo regalo di San Valentino.

1) In primo luogo i Buoni Postali sono un ottimo regalo per la vostra fidanzata indie/hipster che va matta per il vintage, la chincaglieria anni ‘60-’70, le borse di plastica delle bancarelle sui Navigli, le poltrone con la fodera in sintetico. Il BTF appartiene a quel mondo lì: è modernariato economico, è il centrino di pizzo sotto la gondola di plastica. Ci ricorda quei bei tempi in cui in Italia ci credevamo abbastanza ricchi, facevamo parecchi figli e le gite fuori porta con il pollo ai peperoni nella schiscetta.

2) I Buoni Postali sono la quintessenza della sicurezza. Sono quel genere di finanza della domenica pomeriggio che non ci fa pensare agli squali di Wall Street, al crollo delle borse o agli intrighi e ai conti cifrati in Svizzera. I buoni postali sanno di zia, quella che teneva le caramelle sparse sul fondo della borsetta e il certificato nel cassetto a scomparsa del tavolo del soggiorno. Con i buoni postali non si perde mai il capitale (così la zia lo può ritirare in qualsiasi momento) e si racimola qualcosina ogni anno. Certo, dovete armarvi di santa pazienza: più dello 0,6% all’anno non vedrete. Ma, mentre aspettate che il vostro gruzzoletto si moltiplichi, potete mettervi al passo con tutte quelle puntate di Don Matteo che vi siete persi negli ultimi anni.

3) Non correte il rischio di sbagliare la taglia, come avete fatto con tutte le maglie, i vestiti e le scarpe che avete provato a regalare negli anni. Sbagliare la taglia del regalo, soprattutto a San Valentino, espone al rischio massimo di incidente diplomatico. Vi aspettano interminabili discussioni sul perché proprio quel vestito, quella gonna, siano la dimostrazione che si è troppo basse/alte/magre/grasse/troppe tette/poche tette. E così si discute per giorni, fino a sfiancarsi, maledicendo tutto e tutti, ma soprattutto la commessa del negozio che vi ha mal consigliati. Con i buoni postali non si corre questo rischio: ce ne sono di parecchi tipi (almeno 12, per l’emissione di quest’anno) e nessuno di questi ha un riferimento alla forma fisica del destinatario. Nessuno vi verrà mai a dire che il rendimento lordo al 4,75% sia da ciccioni. A patto che prima chiariate per bene a cosa vi riferite quando parlate di lordo.

4) Sono un pegno d’amore. I Buoni Postali non sono un investimento mordi e fuggi, non danno quel brivido dell’azzardo finanziario. Il Buono Postale non è la storia di una notte, non è un’avventura con una sconosciuta incontrata in treno. Il Buono Postale è invece quel genere d’amore che dà e chiede sicurezze, che regala i suoi frutti lentamente e con gli anni. Si parte piano, con l’1,25% ogni 12 mesi, non di più, ma chi ha pazienza raggiunge anche il 4,26%: basta aspettare. Il Buono Postale è quella persona con cui siete disposti a invecchiare, che tollerate al mattino presto, struccata e in pigiamone di felpa. Scegliete un impiego lungo, decennale, ventennale al meglio, sarà una dichiarazione d’amore e d’intenti: quel Buono Postale parlerà per voi, e dirà che siete disposti a mettere i vostri risparmi e il vostro cuore nelle mani di un’altra persona (e delle Poste Italiane) per tanto tempo. E’ una cosa romantica (e agganciata all’inflazione).

5) Sono tassati al minimo perché sono una sicurezza a rendimento basso, costante e garantito. I Buoni Postali non sono biondi, russi e con le gambe lunghe due metri. Sono tragicamente normali, con la cellulite e le borse sotto agli occhi. Al massimo vi chiederanno il 12,5% di tasse all’anno e un’imposta di bollo piccola piccola, tipo dello 0,2%. Gli altri azzardi, invece, nella vita e in finanza si pagano di più.

Buon San Valentino.