Confucio diceva “Choose a job you love, and you will never have to work a day in your life.”

Dovrebbe essere un mantra per tutti noi. Dovremmo ripeterla tutti i giorni, tutte le sere e tutti i lunedì mattina (soprattutto)… Ci aiuterebbe a capire se quello che stiamo facendo ci piace e ci dà soddisfazione, perché solo così possiamo sentirci veramente felici e realizzati.

Oggi vi parlo di Barbara, una donna che ha avuto il coraggio di cambiare una strada già scritta e trovare la sua realizzazione personale.

L’ho conosciuta per caso e mi sono fatta raccontare la sua storia. Una storia fatta di scelte, sacrifici, forza e tanta passione. Una storia che dovrebbe insegnarci che tutto è possibile e che la realizzazione personale ripaga tutti gli sforzi.

Barbara, 43 anni, una laurea di architettura, tre figli, un marito (lo stesso da 19 anni!) e due gatti. Da circa un anno e mezzo ha fondato Cook e si occupa di cene su prenotazione, servizi di chef a domicilio, rinfreschi e catering.

  • Barbara, come sei arrivata a Cook?cook-lavoro-diventa-passione

Ho sempre avuto due grandi passioni nella vita: l’architettura e la cucina. Mi sono diplomata in Design all’istituto d’arte e poi mi sono laureata in Architettura. Il mio è stato un percorso universitario un po’ travagliato e dall’età di 19 anni ho dovuto provvedere economicamente al mio mantenimento e ai miei studi. Così la sera lavoravo nei ristoranti e la mattina seguivo le lezioni in facoltà. A 25 anni inizio a lavorare nell’ufficio stampa di Virgin, ma continuo parallelamente i miei studi, fino a quando riesco finalmente a laurearmi… 4 giorni prima di partorire il mio primo figlio!

  • E la cucina?

Un giorno come un altro Virgin fallisce e io perdo il lavoro. Decido così di reinventarmi insieme a mio marito, a cui viene l’idea di aprire un circolo culturale con osteria interna e così inizia un’avventura fatta di nove anni in cucina. Un lavoro faticoso, fatto di rinunce e sacrifici, ma molto formativo.

cook-dolce-salatoStanca del  lavoro serale, che poco si concilia con i miei orari di mamma, inizio a collaborare con una pasticceria ma, una volta ottenuto il contratto a tempo indeterminato, capisco che la mia strada è un’altra e che è il momento di provare a realizzare un progetto tutto mio.

Una pazza idea in piena crisi economica, ma decido di rischiare. Chiedo un finanziamento e alla fine riesco a disegnare, progettare e realizzare Cook! Una cucina a vista… il mio grande sogno professionale!

 

  • Un bel coraggio… e un bell’impegno, com’è cambiata la tua vita?

E’ dura, sicuramente non è una passeggiata. Passo infinite ore in cucina, parto ogni giorno dal banco vuoto come da un foglio bianco. Mi divido tra il lavoro, la famiglia e il nuoto. E’ una vita fatta di stimoli, sapori che cambiano, calzini spaiati, borse dello sport, ritardi, note, l’adolescenza del primo figlio da gestire… insomma, un delirio! Sono giornate dense e sature come una mousse al cioccolato criollo. Ma se una cosa ti piace veramente, non ti pesa. La forte passione è l’ingrediente segreto che rende tutto più semplice.