Una ventata di internazionalità e suggestioni provenienti dall’Oriente: nonostante le tante polemiche e il continuo rimbeccarsi tra Expottimisti e Expodisfattisti, l’edizione 2015 dell’Esposizione Universale in suolo milanese, ha avuto come merito principale quello di focalizzare la nostra attenzione su paesi e culture a noi ancora sconosciute, oltre a portare sulle nostre tavole prelibatezze provenienti da ogni angolo del pianeta.

Un esempio? Il Giappone e la cucina Washoku sono entrate di diritto nel cuore e sulle tavole di noi italiani, condizionando talvolta le nostre abitudini alimentari.

Proprio per diffondere la conoscenza dei diversi tipi di cucina giapponese e divulgare l’arte della cucina dei più grandi chef di questo paese, Kikkoman Corporation, sfruttando il filone venutosi a creare con lo svolgimento de “IL SALONE DEL GIAPPONE” in corso al Palazzo delle Stelline in Corso Magenta a Milano, ha dedicato le due giornate del 12 e 13 luglio a una serie di incontri caratterizzati dalla presenza di nove grandi chef “Washoku”, membri dell’Accademia Culinaria Giapponese. E non è un caso che questi due appuntamenti siano le degna conclusione de “IL SALONE DEL GIAPPONE”, la manifestazione a complemento del Padiglione Giappone già presente a Expo Milano 2015, avuto luogo dal 25 giugno al 13 luglio.

Il 12 luglio 2015 si sono svolti workshop e degustazioni, guidate dai 9 chef protagonisti dell’evento che, tra le altre cose, hanno insegnato alle 200 persone intervenute nel corso della giornata a utilizzare correttamente il coltello in cucina e tutti i segreti per la corretta presentazione del cibo.

conferenza stampa kikkoman

Il 13 luglio invece Kikkoman ha organizzato una conferenza stampa presenziata da Keiji Yamada, Governatore della prefettura di Kyoto, Yoshihiro Murata, proprietario e chef di Kikunoi, oltre che Presidente dell’Accademia di Cucina Giapponese, e Yuzaburo Mogi, CEO e Presidente onorario di Kikkoman Corporation. Nel corso della mattinata queste tre personalità, di grande spessore nel panorama gastronomico giapponese, hanno parlato alla platea di giornalisti e blogger intervenuti delle eccellenze della cucina nazionale e della grande volontà di esportare la loro cultura del cibo, e non solo, anche nel panorama europeo. La stessa Kikkoman si è fatta da sempre portavoce di questa speranza, diventando così un prodotto largamente utilizzato.

salsa kikkoman

Come forse saprete, nel 2013 la cucina giapponese è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità, un premio tra l’altro associato a uno spirito di essenziale rispetto per la natura che è correlato strettamente alla sostenibilità dell’uso delle risorse naturali. Un traguardo importante, raggiunto grazie alla collaborazione di tutti gli chef e le personalità più importanti della Regione, tra cui anche gli stessi Yamada e Murata, e ovviamente della salsa di soia più famosa del mondo, un condimento che sta uscendo dai confini nazionali per approdare sulla tavola delle famiglie di tutto il mondo. Durante la conferenza stampa abbiamo inoltre imparato che la nota Kyoto, città del Giappone di quasi 1,5 milioni di abitanti che fu la capitale del paese per più di un millennio, ha avuto un ruolo di primo piano nella formazione del Giappone attuale, anche dal punto di vista culinario: infatti, dei 12 ristoranti a 3 stelle Michelin presenti sul suolo nipponico, ben 7 hanno sede a Kyoto.

Capitale Gastronomica del 2015, anche la cultura culinaria giapponese non è stata al riparo dalle contraffazioni: come ci ricordava lo stesso Murata, dei 56.000 ristoranti Giapponesi presenti nel mondo, più del 99% sono gestiti da non giapponesi, a scapito della vera essenza della cucina giapponese. Per recuperare l’autenticità perduta, l’Accademia di Cucina Giapponese si è fatta carico del difficile compito di diffondere la vera tradizione alimentare Washoku.