Ok, probabilmente siete arrivati qui, perché ultimamente non sentite parlare d’altro che della denuncia a Sfera Ebbasta, ma se pensate che in questo articolo troverete l’ennesimo attacco alla musica siete nel posto sbagliato.

DENUNCIA A SFERA EBBASTA: VISIBILITÀ O POPOLO DI PECORE?

Bene, come vi dicevo, negli ultimi giorni fa rumore che Sfera Ebbasta sia indagato dalla procura di Pescara perché la sua musica “istiga a drogarsi”. Lasciamo da parte il fatto che il noto trapper citi spesso la droga nei suoi testi, ma davvero la musica (che ti piaccia o meno) ti convince a fare determinate azioni?
I due onorevoli di Forza Italia, i quali hanno denunciato Sfera, erano in cerca di visibilità? O ritengono il popolo italiano una massa di pecore senza personalità?

BENE O MALE PURCHÉ SE NE PARLI (GRAZIE A SFERA)

Nel primo caso, hanno azzeccato il personaggio, poiché Sfera è l’artista più chiacchierato del momento, ma non hanno azzeccato l’argomento, dato che testi come “droghe, donne e fama” vengono trattati da anni, da molti artisti e NON solo nel genere rap/trap, né è un chiaro esempio Vasco Rossi, che pur essendo palesemente bravo, ha citato la droga in qualche suo testo e non mi sembra che sia cresciuta una generazione di drogati.
Quindi, non hanno fatto proprio una bella figura ma, probabilmente, i due onorevoli avranno pensato “bene o male purché se ne parli” e nel loro caso, sarebbe stato meglio tacere poiché dato i ruoli che ricoprono conviene che se ne parli solo bene, non sono “gossippari”.

I GIOVANI ASCOLTANO LA MUSICA CHE VOGLIONO

Nel secondo caso, c’è qualcosa che non va. Siamo ai livelli della mamma che rimprovera il proprio figlio e gli dice: “quindi se il tuo amico ti dice di buttarti giù dal balcone tu lo fai?”. Non c’è nemmeno bisogno di approfondire il secondo punto.
Scusate se farò, un’osservazione personale, ma forse sarebbe il caso che i due onorevoli cercassero visibilità per azioni di spicco fatte nel loro mestiere, e non con accuse insensate.
I giovani d’oggi sanno bene ciò che ascoltano e ciò che fanno. Ma soprattutto, lasciate ad ognuno la libertà di esprime la propria arte.

Di Renzo Vargas

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