“Noi donne abbiamo tanti talenti, ma per riuscire a esprimerli pienamente in un mondo del lavoro che gli uomini hanno creato a propria immagine, e che ancora oggi dominano, ce ne serve uno speciale. È un supertalento che catalizza tutti gli altri, e che io chiamo appunto il talento delle donne: consiste nell’esprimere il proprio valore in un contesto che non ci è sempre familiare né favorevole, senza perdere noi stesse e senza perderci per strada.”

Quando ho letto questa frase ho pensato a tutte le donne che conosco e che ogni giorno lottano per costruirsi un futuro lavorativo all’altezza dei propri sogni. Ne conosco tantissime di ragazze e di donne in gamba che faticano a trovare la loro strada a causa di ostacoli esterni e, quando mi è capitato fra le mani il libro di Odile Robotti, Il talento delle donne, ho pensato che potrebbe essere un utile spunto per tutte.

E’ un libro scritto «da donna a donna» che vuole essere uno strumento concreto per chi cerca il successo professionale senza per questo rinunciare alla propria identità.

Odile, perché hai deciso di scrivere questo libro?

Conoscendo tante donne, di ogni tipo, da quelle giovani, alle prime esperienze lavorative, a quelle affermate e sotto le luci dei riflettori da anni, mi sono resa conto che tutte condividiamo alcune difficoltà nel mondo del lavoro. Si tratta di “ostacoli di genere”, spesso sottili e quindi difficili da intercettare e correggere. Purtroppo, sono così sottili che spesso le donne stesse non li riconoscono come tali e li scambiano per differenze individuali, cioè li attribuiscono a sé come persone. A me questo dispiace per due motivi. Primo, sappiamo che non è così: questi ostacoli sono troppo ricorrenti nel nostro genere per essere attribuiti alla sola personalità di ciascuna. Secondo: se pensiamo che una difficoltà sia dovuta a noi stesse, facciamo più fatica a parlarne, ad ammetterla e a superarla. Per rispondere alla tua domanda, ho scritto questo libro per dire alle donne: “noi donne non siamo così, sono gli stereotipi di genere che ci disegnano così” (chi si ricorda di Jessica Rabbit?).

Credi che all’estero le donne abbiano meno difficoltà a fare carriera?

E’ un fatto che, in alcuni paesi, primi fra tutti quelli scandinavi, le donne abbiano meno difficoltà, sia perché è più accettata la leadership femminile da un punto di vista culturale, sia perché la ripartizione dei carichi legati alla famiglia è più equa.

Non per questo consiglio a tutte di emigrare…anzi, stiamo qui e cambiamo le cose.

Credi che per una donna sia realmente possibile conciliare famiglia e lavoro?

Se ci guardiamo intorno, intendo nel resto del mondo, ma anche in Italia, la risposta è sì. Sappiamo che avere anche più di un figlio non impedisce la partecipazione alla vita lavorativa, anzi. Dire che la conciliazione famiglia-lavoro è la causa di tutti i problemi delle donne non è vero, forse è comodo perché semplifica il problema, ma non è così. In Italia l’occupazione femminile è sotto il 50% e l’indice di fertilità fra i più bassi (1,4), in altri paesi le donne partecipano di più alla vita economica e lavorativa e fanno più figli. La conciliazione è un problema importante e va affrontato, ma non deve diventare la foglia di fico dietro alla quale nascondersi. La cultura e gli stereotipi di genere, le sottili discriminazioni, sono anch’essi responsabili delle nostre difficoltà.

Quali sono le tre caratteristiche imprescindibili per una donna che vuole fare carriera?

Autostima, non avere paura di essere visibile, non avere bisogno di piacere a tutti.

Magari, se me lo chiedi domani, te ne dico di leggermente diverse, ma il concetto è questo: per fare carriera essere brave quasi sempre è sufficiente, non serve essere bravissime. Servono altre caratteristiche, che fanno da trampolino alla bravura e che spesso noi sottovalutiamo, considerandole minori, quasi una cornice. Noi donne tendiamo a voler essere bravissime e a volte ci perdiamo altri aspetti più importanti ai fini della carriera.

Per maggiori informazioni:

Sito dell’editore

Blog di Odile Robotti

 

odile robotti